Nella cornice riservata dei Jardins du Gouverneur des Invalides a Parigi, la 6ª edizione del Garden Party organizzata da La Liste è l’appuntamento che ogni anno riunisce il meglio della pasticceria artigianale internazionale. Oltre a proclamare i vincitori dei Prix Spéciaux Pâtisserie & Boulangerie 2026, con 36 riconoscimenti assegnati in 18 nazioni, a testimonianza di un settore che sta conoscendo un’espansione geografica e culturale senza precedenti, l’edizione 2026 segna una tappa significativa nella storia della manifestazione, fondata nel 2015 da Philippe Faure e diretta da Hélène Pietrini. Per la prima volta, infatti, la panificazione entra a pieno titolo nella selezione internazionale della guida, ora riunita sotto la denominazione The World’s Best Pastry & Bakery Shops. Una scelta che riconosce una trasformazione evidente: il confine tra pasticceria, panetteria, salone da tè e caffetteria è sempre più permeabile, e oggi la banca dati mondiale di La Liste censisce oltre 3.000 indirizzi. Non stupisce che 12 dei 36 premi siano andati a panificatori o a insegne riconosciute per il lavoro sul pane.
Il Garden Party è, come sottolinea il fondatore Faure, un tentativo di costruire «una visione mondiale, equilibrata e aperta dell’eccellenza», fondata sull’incrocio di più fonti e su una valutazione più diretta per i premi speciali. È proprio questa capacità di mettere insieme la maison parigina centenaria e il forno di quartiere di Shanghai, il grande nome francese e la giovane promessa coreana, a fare dell’evento uno degli appuntamenti più rappresentativi del calendario dolciario mondiale.
Attorno alla cerimonia si è articolato il Forum International de la Pâtisserie, che ha riunito i vincitori e alcune personalità su tre filoni tematici.
Il primo, dedicato alla pasticceria francese come patrimonio vivente mondiale, ha visto confrontarsi Pierre Hermé, Frédéric Bau, lo storico dell’alimentazione Loïc Bienassis e Mathieu Lafay attorno al progetto, portato avanti dall’associazione Pâtisserie et patrimoine, di iscrivere al patrimonio immateriale dell’UNESCO i saperi, le pratiche e la cultura della pasticceria francese, sulla scia del riconoscimento alla cucina italiana. Hermé ha ricordato come la capacità della pasticceria francese di rinnovarsi senza perdere la propria identità — di coniugare, cioè, trasmissione e creazione — resti la sua forza più grande.
Il secondo filone ha portato nell’universo di Room4Dessert, a Ubud, Bali, attraverso la visione pionieristica di Will Goldfarb, secondo cui il dessert merita tutto il peso di un pasto — un’affermazione che rovescia la tradizionale subordinazione del dolce rispetto al salato nella gerarchia gastronomica.
Il terzo filone, introdotto dal co-fondatore e caporedattore di La Liste Jörg Zipprick, ha tracciato un panorama delle tendenze mondiali, prima di lasciare la parola a Thomas Teffri-Chambelland e a Victoria Effantin e Cécile Khayat, fondatrici di Mamiche.
Tra i riconoscimenti, uno in particolare segna una svolta per la guida: il Premio del Pasticciere più Creativo del Mondo è andato alla coreana Eunyoung Yun, della maison Garuharu di Seoul — la prima volta, dalla creazione del premio, che la distinzione viene assegnata a una chef asiatica, dopo edizioni che avevano premiato figure come Amaury Guichon, Bastien Blanc-Tailleur o Maxime Frédéric. Un riconoscimento letto come il segnale di un’influenza crescente della Corea del Sud, del Giappone, di Singapore e di altri mercati asiatici.
Il Premio del Prestigio, di nuova istituzione, celebra invece una carriera nel suo complesso: è stato assegnato a Frédéric Bau, per l’influenza profonda che la sua opera di creazione, trasmissione e formazione ha esercitato sulla pasticceria internazionale.
Il Premio della Migliore Pasticceria del Mondo è andato a Pierre Hermé Paris, per il nuovo flagship di Sentosa, a Singapore, che «rappresenta uno dei modelli più compiuti dell’ibridazione tra pasticceria, panetteria e caffetteria».
Il Premio della Pasticceria del Cambiamento è stato attribuito a Goldfarb, per Room4Dessert, mentre il Premio dell’Innovazione ha insignito Richard Hart per Hart Bageri a Copenaghen, e per la Claridge’s Bakery di Londra, e Teffri-Chambelland, figura chiave della formazione panaria attraverso l’École Internationale de Boulangerie di Noyers-sur-Jabron, Chambelland a Parigi, La Fabrique à pain ad Aix-en-Provence e Maison Deschamps a Lione.
Il Premio dell’Autenticità ha riconosciuto due realtà legate al proprio territorio: Maison Bonnat, storica cioccolateria di Stéphane Bonnat a Voiron, e la siciliana Caffè Sicilia di Corrado Assenza, a Noto, unico premiato italiano di questa edizione, a conferma di una tradizione isolana che continua a essere osservata con attenzione dalla critica internazionale.
Il Premio Responsabilità Etica e Ambientale è andato a Mamiche — la panetteria parigina di Khayat ed Effantin — e a Joseph Brot, di Josef Weghaupt, a Vienna. Il Premio Solidarietà ha riconosciuto invece Shanghai Young Bakers, organizzazione che forma alla panificazione e alla pasticceria giovani in difficoltà, dimostrando il potenziale di questi mestieri come strumenti di integrazione sociale.
Tra le Migliori Aperture dell’Anno figurano Le Café by Nicolas Rouzaud a Londra, Maison Devoille di Christophe Devoille a Dubai e il Blue Box Café firmato da Natsuko Shoji a Tokyo, mentre la sezione Zoom France de L’Observatoire ha segnalato le aperture di L’Okara (Linda Vongdara, Brunoy), della Pâtisserie Toshiya Takatsuka a Parigi, del Salon de Thé dello Chambard a Kaysersberg (Olivier Nasti e Jordan Gasco), di Du Pain et des Miettes a Bonnieux e di Thomas Dura Pâtisserie a Écully.
Tra i Talenti dell’Anno compaiono Hyoju Park (Madeleine de Proust, Melbourne), Juliana Penteado (Lisbona), Jeffrey Tan (Penang), Miguel Yeste (Obrar Madrid) e Marcelo Mabilia, delle Manufactures Alain Ducasse a Parigi. Tra le Migliori Pasticcerie da Scoprire, From Lucie a New York, la Panaderia Rosetta di Elena Reygadas a Città del Messico, la Burnt Ends Bakery di Dave Pynt a Singapore, l’Eigenbrötler Backwerke in Svizzera e la O’Mills Bakery & Bistro di Shanghai, oltre, sempre per la Francia, a Loiseau la Pâtisserie, Léa Chiari Pâtisserie, House of Pain, Gonflé Boulangerie e Mandipili.
È tuttavia l’Observatoire de la Pâtisserie et de la Boulangerie, il documento di analisi firmato da Zipprick, a offrire la lettura più interessante, perché prova a mettere in fila i 7 movimenti di fondo che stanno ridisegnando il settore, e perché, letti in controluce, questi raccontano molto più della sola pasticceria.
Se la grande rottura della prossima decade – quella capace di inventare, come fece a suo tempo Antonin Carême, un nuovo linguaggio pasticcero – nascerà da un pasticciere, da una nazione, da una cultura, oppure, semplicemente, da un algoritmo?
La Liste festeggerà il prossimo anno il decimo anniversario, in occasione della cerimonia che il 23 novembre rivelerà a Parigi la Top 1.000 dei Migliori Ristoranti del Mondo e i Prix Spéciaux per il 2027: un appuntamento che, alla luce di quanto emerso, promette di confermare la pasticceria e la panificazione come osservatorio privilegiato delle grandi trasformazioni economiche e culturali del nostro tempo.
Domenico Biscardi