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Insetti commestibili: guida all’utilizzo

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Alcune specie di insetti autorizzate per l’alimentazione umana possono essere impiegate
in una vasta gamma di prodotti, anche di pasticceria.
Facciamo chiarezza su quali sono le regole da rispettare, le opportunità da cogliere e le sfide da affrontare

In principio fu la larva della farina, poi arrivarono grilli e cavallette… Non stiamo parlando di piaghe bibliche ma di insetti commestibili autorizzati nell’Unione europea. Si tratta di un settore molto promettente, che ha importanti riflessi sul piano nutrizionale, ambientale ed economico. Gli insetti rappresentano da sempre un’importante risorsa alimentare per almeno 2 miliardi di persone che vivono in Asia, Africa e Sudamerica, e in un futuro che si sta avvicinando sempre di più potrebbero contribuire a contrastare la scarsa disponibilità di cibo per una popolazione in rapida crescita. Da oltre vent’anni la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), insieme a prestigiose realtà scientifiche, si sta occupando di valutare il potenziale degli insetti per l’alimentazione umana e animale, approfondendo anche gli aspetti legati alla sicurezza. Da allora sono stati fatti giganteschi passi avanti nella conoscenza dell’argomento, e in tutto il mondo, incluso il Vecchio Continente, sono sorte aziende che allevano insetti e li trasformano in ingredienti per prodotti alimentari innovativi. Ma quali possono essere i reali vantaggi dell’entomofagia? Quali le possibilità di utilizzo e commercializzazione previste dalla legge? Lo approfondiamo di seguito, facendo anche chiarezza su alcuni aspetti della legislazione comunitaria e nazionale.

I VANTAGGI PER UOMO E AMBIENTE

L’utilizzo di insetti nei prodotti alimentari può offrire una serie di benefici dal punto di vista nutrizionale, ambientale ed economico. Eccone alcuni:

    • proprietà nutrizionali gli insetti forniscono proteine, grassi monoinsaturi e polinsaturi, vitamine e minerali. Non riportiamo i valori dato che il contenuto e la tipologia di nutrienti varia a seconda della specie di appartenenza, dello stadio di sviluppo e del substrato di crescita. Alcuni inoltre contengono chitina, una sostanza che nel nostro organismo funge da fibra alimentare
    • alta qualità proteica le proteine presenti hanno un elevato valore biologico, contenendo tutti gli amminoacidi essenziali
    • sostenibilità ambientale gli insetti convertono il cibo in biomassa in modo più efficiente rispetto agli animali da allevamento convenzionali. Ciò significa che per crescere richiedono meno cibo (e anche meno e acqua e spazio). Basti pensare che, per produrre 1 kg di insetti, occorrono 2 kg di mangime, mentre per 1 kg di carne bovina ne servono 8 kg. Parallelamente, gli insetti emettono un minore quantitativo di gas serra e rifiuti a parità di biomassa
    • riduzione dello spreco alimentare gli insetti possono essere alimentati con scarti alimentari o residui agricoli che altrimenti verrebbero gettati, contribuendo così a ridurre lo spreco alimentare e a valorizzare materiali che altrimenti sarebbero considerati rifiuti
    • diversificazione delle fonti alimentari l’utilizzo di insetti nei prodotti alimentari offre la possibilità di diversificare le fonti di cibo e ampliare la varietà di alimenti disponibili sul mercato.

SPECIE APPROVATE E SICUREZZA ALIMENTARE

Nonostante siano numerose le specie con una lunga storia di consumo nella dieta umana, nell’Unione europea è stato dato il via libera solo a poche di esse: larva gialla della farina (Tenebrio molitor), grillo domestico (Acheta domesticus) allo stadio adulto, verme della farina minore (larve di Alphitobius diaperinus) e locusta migratoria (il nome scientifico in questo caso è lo stesso). Possono essere interi (essiccati o congelati) oppure in polvere. Oltre a queste forme, il verme della farina minore è autorizzato anche in pasta. Possono essere legalmente prodotti, commercializzati e utilizzati come ingredienti in cibi e bevande in tutti gli stati membri grazie a una serie di Regolamenti che ne hanno autorizzato l’immissione sul mercato come nuovi alimenti (novel food), sulla base di valutazioni di sicurezza che hanno tenuto conto di molti aspetti, inclusa la fase di allevamento. Tali provvedimenti stabiliscono specifiche regole di etichettatura (elencate nel paragrafo seguente), livelli massimi di metalli pesanti, micotossine, diossine, PCB e microrganismi. Inoltre, nel caso di alcune specie adulte vendute come tali, prima dell’immissione in commercio devono essere rimosse zampe e ali in quanto possono causare danni al nostro apparato digerente. Un rischio non marginale legato all’entomofagia riguarda le possibili reazioni allergiche, pertanto è obbligatorio inserire un opportuno warning in etichetta, oltre a porre la massima attenzione in fase di utilizzo per evitare le contaminazioni crociate.

ETICHETTATURA E COMMERCIALIZZAZIONE

Oltre a quanto previsto dai Regolamenti comunitari, che si applicano in tutti i Paesi membri, in Italia il Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha introdotto alcune disposizioni in più riguardanti l’etichettatura e le modalità di vendita dei prodotti a base di insetti stati emanati. Tali disposizioni aggiuntive hanno carattere nazionale, cioè sono valide solo nel nostro Paese. Brevemente, ecco l’insieme delle principali regole da rispettare:

  • indicazione nell’elenco degli ingredienti della tipologia di insetto presente (sia con il nome scientifico che in italiano), specificandone la forma (essiccato, congelato, in polvere…). Ad esempio: “Larva di Tenebrio molitor (larva gialla della farina) essiccata”. I decreti italiani impongono di riportare tale indicazione anche nel campo visivo principale, di conseguenza occorre precisarne la quantità
  • segnalazione in etichetta che il prodotto può provocare reazioni allergiche nei consumatori con allergie ai crostacei, ai molluschi e agli acari della polvere
  • indicazione in etichetta del luogo di provenienza dell’insetto (decreti italiani)
  • ubicazione nei punti vendita in comparti separati, segnalati attraverso un’apposita cartellonistica (decreti italiani).

IMPIEGHI AUTORIZZATI

Qualora doveste trovarvi tra le mani della farina di grillo, per fare un esempio, sappiate che non potete utilizzarla a vostro piacimento se volete poi vendere quei prodotti, ma dovete attenervi ai Regolamenti europei, che stabiliscono le categorie di alimenti in cui possono essere utilizzati gli insetti e anche le quantità. Riportiamo i riferimenti che possono interessare il settore della pasticceria e della panificazione.

  • Larva gialla della farina essiccata, intera o in polvere massimo 10% in prodotti proteici e biscotti
  • Polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico pane, panini multicereali, cracker e grissini (2%), barrette ai cereali (3%), premiscele per prodotti da forno secche (3%), biscotti (1,5%), snack a base di farina di granturco (4%), prodotti a base di cioccolato (2%), frutta a guscio e semi oleosi (2%), snack diversi dalle patatine (5%)
  • Grillo domestico congelato o essiccato/in polvere prodotti da forno e barrette ai cereali (30% congelato-15% essiccato/in polvere), biscotti (30%-8%), pizza (15%-5%), snack a base di farina di granturco (40%-20%), frutta a guscio, semi oleosi e ceci (40%-25%), prodotti a base di cioccolato (30%-10%)
  • Locusta migratoria congelata o essiccata/in polvere prodotti a base di cioccolato (30% congelata-10% essiccata/in polvere), frutta a guscio, semi oleosi e ceci (solo in forma essiccata/in polvere 20%)
  • Verme della farina minore: barrette ai cereali (essiccate o in polvere 25%), pane e panini (in polvere 20%), cereali trasformati e da prima colazione (essiccate o in polvere 10%), porridge (in polvere 15%), premiscele secche per prodotti da forno (in polvere 10%), pizza (5% essiccate o in polvere), snack diversi dalle patatine (10% essiccate o in polvere), patatine fritte/patatine (10% in polvere), cracker e grissini (10% in polvere), prodotti a base di cioccolato (5% in polvere).

LE SFIDE TECNOLOGICHE

L’aggiunta di farine di insetti presenta alcune difficoltà a livello tecnologico, che possono influenzare le caratteristiche del prodotto finale:

  • texture la farina di insetti può modificare la struttura degli impasti e rendere i prodotti da forno più compatti
  • sapore gli insetti hanno un sapore caratteristico che può influire negativamente sul profilo sensoriale dei prodotti
  • colore negli impasti le farine di insetti, che sono generalmente più scure di quelle convenzionali, tendono ad alterare il colore
  • shelf life alcuni componenti presenti nella farina di insetti, come gli oli, potrebbero influenzare la stabilità dei prodotti, specie se sono a lunga durata come biscotti, cracker, grissini…
  • processabilità la farina di insetti potrebbe comportarsi in modo diverso rispetto alle tradizionali durante il processo produttivo, influenzando lavorazione dell’impasto, lievitazione o formazione della crosta.

Affrontare queste sfide richiede studi specifici e prove pratiche per valutare l’impatto su processi di produzione, proprietà reologiche degli impasti, processo di cottura, caratteristiche del prodotto finale e shelf life. Ovviamente occorre anche fare valutazioni di carattere economico, dato che attualmente gli insetti a uso alimentare presentano ancora dei costi piuttosto alti.

ACCETTAZIONE DEI CONSUMATORI

Uno dei principali ostacoli all’adozione di prodotti alimentari a base di insetti è l’accettazione da parte dei consumatori. Noi occidentali mangiamo con gusto gamberetti, aragoste, scampi e altri crostacei, però la sola idea di mangiare insetti generalmente suscita ripugno. A pensarci bene è curioso, dal momento che si tratta sempre di artropodi. È un fatto culturale: dipende dalle abitudini di consumo con cui siamo cresciuti. Tuttavia, pare che qualcosa stia cambiando. Infatti, secondo l’indagine “Insect food e consumatori”, condotta dall’Università degli Studi di Bergamo tra il 2021 e il 2022 e presentata a marzo dello scorso anno, un italiano su tre è propenso a mangiare cibi con insetti. Mentre precedenti studi avevano rilevato una scarsa disponibilità dei nostri connazionali ad acquistare o assaggiare cibi a base di insetti, i nuovi dati delineano uno scenario di maggiore apertura verso questi nuovi alimenti. I driver principali sembrano essere la curiosità e un sentiment favorevole all’innovazione. mentre preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare o alla percezione sensoriale continuerebbero a rappresentare un freno per le persone più riluttanti. Senza dubbio, le proposte che prevedono la presenza di insetti in forme poco riconoscibili, in polvere o in pasta, sono più facilmente accettate rispetto all’impiego di insetti interi. Ad ogni modo, la chiave per aumentare l’accettazione di questi nuovi alimenti sarebbe da cercare nella combinazione tra educazione dei consumatori, trasparenza ed efficacia della comunicazione, offerta di prodotti invitanti e proposte capaci di incuriosire.

Rossella Contato

Bibliografia

  • Autori vari, Insetti commestibili – prospettive future relative alla disponibilità di alimenti e mangimi, Fao, Chiriotti Editori, 2017
  • Autori vari, Transizione proteica – varietà nelle scelte alimentari per la salute dell’uomo e del pianeta, Fondazione Istituto Danone, 2023
  • Decreti 6 aprile 2023 del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
  • Regolamenti UE 2021/882, 2021/1975, 2022/188, 2023/5, 2023/58.
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