“Una Super Donna che ha aiutato tantissimo i pasticcieri e le aziende del settore a diventare eccellenza”
“Emilia ci ha insegnato la dignità di essere artigiani del dolce, una vera Maestra del Valore!”
“Il mondo della pasticceria ha perso un suo faro”
“La sua immortalità è in ciò che ha fatto su questa terra ed è veramente tanto! Un grazie a lei, perché mi ha fatto crescere professionalmente attraverso le pagine della rivista che divoravo e divoro!”
“La nostra Mamma dell’arte bianca ci ha lasciato un grande vuoto, ma sappiamo che in Paradiso già coordini belle cose con i grandi amici Maestri per celebrare l’arte della pasticceria anche lì!”
“Una Signora d’altri tempi con uno sguardo al futuro, ai giovani, ai professionisti. Porterò sempre con me la Sua dolcezza, il suo sguardo gentile, la sua voglia di fare, il suo slancio verso le nuove leve”
“Ringrazio Emilia Chiriotti per avermi dimostrato che essere una signora non significa essere importanti o famosi, ma essere partecipi, aperti agli altri e disponibili, come lei certamente era”
”È stato un piacere e un privilegio conoscere Emilia: persona speciale, di grande cultura e dolcezza che, con la sua forza, ricchezza interiore e dignità non comuni, ci è stata di fulgido esempio”
“Sapeva dare preziosi consigli e aiutare a trovare i giusti contatti a livello internazionale, favorendo la collaborazione fra i mestieri del gusto per una costruttiva contaminazione”

In onore di Emilia Coccolo Chiriotti

Grazie Emilia!

Elogio a Emilia Coccolo Chiriotti, la donna, la persona, che più ha contribuito in questi decenni alla crescita culturale, etica e professionale del comparto.

Il 9 ottobre scorso, la nostra direttrice responsabile, fondatrice della rivista, ha lasciato questa vita terrena. Un evento doloroso che ha scosso l’intero settore, per il quale Emilia si è fattivamente spesa per decenni, influendo in profondità sull’evoluzione culturale, creando una reale connessione fra artigiani e aziende, e diffondendo un’etica nelle azioni e nei pensieri. E lo scriviamo con convinto  orgoglio e felice gratitudine, perché sono i fatti, le iniziative, i prodotti editoriali i libri… e più di tutti la sua adorata rivista, che parlano a gran voce e che rendono tutta la sua appassionata energia e tutta la sua profonda dedizione immortali e tangibili nel tempo per tutti noi.

Affermazioni avvalorate dai migliaia di messaggi ricevuti, nei quali le parole che più si ripetono sono: una grande donna, una donna elegante e raffinata, una persona che ha lasciato il segno, con un’etica esemplare. Una donna di classe, una signora d’altri tempi con uno sguardo al futuro; un’imprenditrice lungimirante. E, ancora, in tanti hanno scritto: “una Super Donna che ha aiutato tantissimo i pasticcieri e le aziende del settore a diventare eccellenza”; “il suo contributo così elevato e profondo resterà indelebile”; “Emilia ci ha insegnato la dignità di essere artigiani del dolce, una vera Maestra del Valore!”; “il mondo della pasticceria ha perso un suo faro”.

Questa gigantesca ondata di affetto, per la quale vi ringraziamo, è la dimostrazione palpabile di chi è Emilia, la testimonianza dirompente di tutto ciò che Emilia ci ha trasmesso. E ci trasmette. La prova di quanto il suo vivere abbia fatto la differenza.

Perché ci sono esseri umani che sembrano immortali. E alcuni lo sono veramente. Lo sono in quell’energia che rimane potente oltre la realtà terrena e si irradia intensa in ogni istante, come balsamo, come carezza, come sprone.

Emilia è uno di quegli esseri umani. Lo è immensamente. E quell’energia potente si chiama amore.

Amore per la vita, per le persone, per il creato, in primis i suoi adorati gatti, per la cultura, per le arti, per la bellezza in tutte le sue declinazioni. L’amore per le relazioni, per la concretizzazione di progetti e visioni, per il lavoro. Amore per la sua “Pasticceria Internazionale”. Un amore che Emilia ha saputo coltivare, nutrire e coccolare nel tempo, con pazienza e passione, trasformandolo in base ai momenti e alle contingenze. Perché la sua, come sovente ricordava lei stessa, è stata una vita magnifica. Non semplice. Ma magnifica!

Un viaggio con tante curve e tanti incroci, ma sempre con un panorama mozzafiato, e sempre con il suo Giovanni (fondatore della Chiriotti Editori nel 1950), anche dopo la sua dipartita, in una fusione elettiva che ha generato gemme di immenso valore, nella vita privata come nel lavoro.

Un viaggio che Emilia ha condotto con tenacia ed entusiasmo, permettendole di esprimere tutta la ricchezza della sua più che tridimensionale personalità. Del suo carisma indiscutibile.

Un carisma esercitato nelle varie stagioni della sua vita, anche negli ultimi vent’anni, immobilizzata dalla sclerosi multipla, ma sempre affamata ed empatica, in un vivere appieno, prendendosi cura di ciò che avviene attorno, sorridendo con dolcezza, ironia e autoironia in qualsiasi frangente. Senza mai smettere di ammirare, credere e investire nella bellezza, senza mai accontentarsi e mettendosi sempre in gioco e, ancora di più, in discussione. Vivendo accesi, sapendo leggere e interpretare il mondo, senza fuggire da ciò che addolora o spaventa, ma affrontandolo con coraggio, trovando nuovi modi di vivere. Perché è sempre possibile trovarli, come amava dire Emilia, vero emblema di resilienza, da perfetta leonessa. Perché una delle tue capacità è guardare dentro e oltre, capendo anche senza parole.

Figlia, insegnante, ricercatrice, mamma, imprenditrice, nonna, amica. Emilia è stata tante cose e ha influito in tanti modi e in tanti mondi, rigenerandosi sempre, oltre i lutti e le malattie, ma trovando sempre il suo modo di esserci, di ascoltare e di capire.

Adesso è un privilegio, e pure una bella responsabilità!, proseguire il viaggio, coltivando la preziosa memoria affettiva, senza mai smettere di ascoltare il cuore e la mente.

E, come sempre e per sempre, Emilia continuerà a segnare la direzione e a infondere quell’energia vitale necessaria più che mai. Un’eredità che continueremo a coltivare, nutrire e diffondere con quell’amore consapevole che ci ha donato con grande umanità.

Una vita dedicata alla cultura dolciaria

Dagli Anni ‘60 sono innumerevoli le attività che hanno caratterizzato il percorso professionale di Emilia Coccolo Chiriotti.

Conseguita nel 1963 la Laurea in Lingua e Letteratura Francese, dopo un periodo dedicato all’insegnamento, grazie al felice e costruttivo incontro (e conseguente matrimonio) con Giovanni Chiriotti, inizia ad appassionarsi alle attività della Chiriotti Editori, collaborando per le testate Tecnica Molitoria e Industrie Alimentari.

Nel 1978 fonda Pasticceria Internazionale, rivista di cultura tecnico-professionale pubblicata dalla stessa casa editrice, di cui è stata direttore responsabile fino ad oggi. Nel giugno 2002 lancia con la figlia Livia Pasticceria Internazionale World Wide Edition, rivista in lingua inglese per la valorizzazione della pasticceria artigianale italiana nel mondo. A questa seguiranno, negli anni, TuttoGelato e CulturaCioccolato.

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Nel 1989 pubblica Idee regalo in pasticceria e, nel 1994, Confezionamento creativo. Come responsabile della Collezione di Pasticceria della Chiriotti Editori cura l’editing di più libri, tra cui Decor 2000 firmato da Eliseo Tonti, vincitore a Parigi del Ruban Bleu. Seguono il Dizionario di Pasticceria Artigianale, Variazioni su cioccolato e confetteria e una ricca collana di manuali, come quelli firmati da Fulvio Scolari e Luca Caviezel, tutti prodotti di successo, vincitori anche di premi internazionali.

Negli anni ha curato gli approfondimenti storici di molteplici volumi professionali, fra cui Tradizione in Evoluzione di Leonardo Di Carlo; Scienza e tecnologia del gelato artigianale di Luca Caviezel; La confetteria artigianale di Mauro Morandin, oltre ad ulteriori importanti progetti editoriali, ora in fase di lavorazione.

È stata fra i membri fondatori, nel 2000, del Club Coupe du Monde de la Pâtisserie-Selezione Italia.

Cultrice e collezionista appassionata, insieme al marito Giovanni, ha raccolto libri, riviste, documenti, antichi attrezzi, stampi, scatole di latta e materiale vario concernente pasticceria, cioccolateria, gelato, ora confluiti con la vasta biblioteca nel Centro Studi di “Pasticceria Internazionale”.

Fondatrice e organizzatrice di concorsi internazionali di pasticceria, ad iniziare dalla Coppa Italiana della Pasticceria Confetteria a Torino (dal 1980), a Rimini è annoverata fra i promotori della nascita e della crescita di Sigep, dando anche vita ai concorsi Sigep d’Oro e ad eventi diretti alle scuole professionali di settore, come SigepGiovani.

Nel 2000 ha fondato a Parigi con Guy Urbain, direttore del salone Intersuc e de La Confiserie, EuroClub, che raggruppava le principali riviste europee di pasticceria.

È stata membro di numerose giurie nazionali e internazionali in concorsi di pasticceria e cioccolateria, tra cui, in Francia, Coupe de France, Trophée Jean-Marie Sibenaler, Vetrine Parigi, Coupe du Monde de la Pâtisserie. Membro honoris causa della Confrérie des Chocolatiers de France (Parigi, 31 gennaio 1989). Membro ad onore dell’Accademia della Cucina Italiana. Membro della Confraternita dei Nocciolini e dello Zabaglione di Chivasso.

Nel gennaio 2008, l’Associazione Pasticcieri Conpait le assegna il titolo di Ambasciatore Italiano della Pasticceria. Sempre nel gennaio 2008, l’Accademia Con.Ve.It. Pasticceria la nomina Presidente Onorario ad Perennium. A gennaio 2009, riceve la targa d’onore da Gabriel Paillasson, presidente del Club Coupe du Monde di Lione. Nel febbraio 2009, viene eletta presidente onoraria dell’Associazione per la Cultura Dolciaria Siciliana Duciezio.

Nel maggio 2010 riceve il prestigioso riconoscimento di Cavaliere della Legion d’Onore dalla Repubblica Francese “per la qualità dei servizi resi alla Francia”. E, per questo, organizza una grande cerimonia presso il Circolo Sociale di Pinerolo, alla presenza di autorità e professionisti del settore, portando in città anche il Console Generale di Francia a Torino e Genova, Véronique Vouland-Aneini.

Nel maggio 2013, il Comune di Pinerolo le consegna l’importante riconoscimento Pinerolium, in qualità di “cultrice dell’arte dolciaria nel mondo”.

Per chi desidera approfondire la conoscenza di questa donna straordinaria, vi invitiamo ad ascoltare la sua testimonianza nei podcast di Pasticceria Internazionale.

Cara amica Emy

Al funerale della carissima Emilia, nell’affollata basilica di San Maurizio di Pinerolo, c’ero anch’io. E ho avuto l’onore di prendere la parola. Quella che segue è la prima parte del discorso che ho pronunciato: “L’importante nella vita non è solo come si viene al mondo, ma come si lascia questo mondo. Lo struggente rito dell’estremo ultimo saluto sentenzia il bilancio dell’esistenza vissuta. Come lasci questo tuo mondo Emilia? Cara-carissima Emilia, guardaci! E guarda anche alla moltitudine di persone che sono qui presenti con il pensiero, con il cuore e con la preghiera. Io da solo ti potrei fare l’elenco di più di cinquanta nomi: più di cinquanta, infatti, sono gli amici dell’associazione Duciezio della quale tu sei stata sin dalla sua fondazione –  e lo resterai per sempre! –  Presidente Onoraria. E qui ci sono anche numerosi rappresentanti di associazioni ben più grandi e prestigiose che possono fare l’elenco delle migliaia di persone che, in questo momento, sono virtualmente presenti a darti l’ultimo affettuoso saluto. Vedi, Emilia, quando viene a mancare un personaggio dello sport, dello spettacolo, della cultura… che è stato tanto amato, si proclama – giustamente! – il lutto in quei settori. In questo momento, nei laboratori di pasticceria e di gelateria di tutto il mondo, io farei osservare il minuto di silenzio in tuo onore. Sì, un minuto di silenzio in tuo onore! Perché una donna che ha dedicato tutta la sua vita a difendere una causa giusta è giusto che riceva in riconoscimento un grande sentimento di gratitudine. Quello che tu, Emilia Coccolo Chiriotti, hai donato al mondo della Pasticceria è di inestimabile valore. Prima che nascesse la tua creatura, la conoscenza dell’arte e della scienza della pasticceria era proprietà privata di un’élite di pochi professionisti. “Pasticceria Internazionale” ha democratizzato il sapere di una professione praticata, fino ad allora, come una casta. La tua rivista ha letteralmente aperto gli orizzonti a un intero popolo di pasticcieri che era rimasto escluso, emarginato da quella che è la dimensione più vera dell’essere umano: la conoscenza”.

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Nel mio elogio funebre, sin qui rivolto alla pioniera del giornalismo dedicato alla pasticceria, ho poi voluto rievocare la figura di Emy: la mia grande amica, la grande sostenitrice dei miei sogni più belli! E ho voluto parlare del dono speciale che caratterizzava la sua anima: l’empatia. Emilia aveva una capacità straordinaria di immedesimarsi nelle persone con le quali entrava in contatto, e attraverso il suo carisma riusciva sempre a tirare fuori il meglio da ciascuna di esse. E io lo posso testimoniare. Tutte le volte che finivo di parlare con lei, mi sentivo meno solo; e poi, sentivo risvegliare in me una voglia di fare e di credere che ogni volta pensavo di avere perso.

Quanti bei progetti abbiamo ideato da Presidenti di Duciezio! Le 10 importanti mostre itineranti sulla tradizione della pasticceria siciliana, in 10 località diverse della Sicilia, si sono inaugurate tutte con il tuo prestigioso indirizzo di saluto. E quante chilometriche telefonate per cercare di trovare una strada che ci conducesse al “nostro” agognato Museo del Dolce Siciliano. Per non parlare di quando iniziavamo a parlare a ruota libera di pasticceria: miriadi di tesi, antitesi e sintesi che si sovrapponevano e che saltavano fuori supportate dai ricordi dei tuoi viaggi e dalle folgoranti intuizioni che avevamo sulle inedite etimologie dei nomi dei dolci. E come dimenticare le dritte decisive che mi hai dato quando ho dovuto lottare contro il tempo per riuscire ad ultimare il libro “Sulle ali del Picchio”, dedicato alla straordinaria avventura professionale della carissima amica Elisabetta Marcozzi.

E poi, Emy, ricordi, quando esaurivamo lo scambio di notizie riguardanti il nostro settore e il piacere della conversazione prendeva il sopravvento, il tempo e lo spazio si annullavano, tu mi portavi nella tua Cumiana e mi facevi dono dei tuoi ricordi più intimi. E c’era anche un’attenzione particolare per i tuoi simpatici gatti e i bei fiori che sbocciavano nel tuo giardino. La gioia di aver potuto condividere la festa dei tuoi 80 anni insieme a Livia, Chiara e alla cerchia ristretta dei tuoi amici è stata immensa. È stata la prova che la stima e l’affetto che abbiamo vissuto in questi lunghi e intensi 25 anni di conoscenza hanno dato vita ad un legame di amicizia così profondo che supererà il crudele confine segnato dalla morte.

Salvatore Farina

Amor di Patria

 Le differenze tra una rivista professionale commerciale e una rivista professionale a gestione familiare dipendono dalla natura, dallo scopo e dalla struttura organizzativa di ciascuna. Nel caso della Chiriotti Editori, la Natura e lo Scopo sono sempre stati evidenti, con una prospettiva più ampia per trattare argomenti di interesse generale oltre che professionale, nutriti da una passione, da un sentimento e da un cuore che batte quotidianamente, pensando al miglioramento della qualità della vita e dei mestieri.

Ulteriori elementi che indicano le differenze tra una rivista gestita da conglomerati mediatici e la famiglia Chiriotti sono i Contenuti e il Focus, così come un ascolto verso lettori e inserzionisti, per soddisfare le esigenze e gli interessi degli small business o a conduzione familiare.

Quando parlo di famiglia, mi riferisco alla meravigliosa Famiglia Chiriotti e soprattutto alla donna, all’imprenditrice, alla moglie, alla madre, alla nonna, all’amica e all’angelo che ha dato ali a molti piedi: parlo di EMILIA, che ha cambiato la vita di migliaia di persone senza che lei stessa se ne rendesse conto. Ha migliorato il settore rendendolo molto più accessibile anche ai “meno” degli altri e posso (e voglio) essere testimone delle sue doti umane e imprenditoriali. Emilia rimane sempre quell’anima innovativa, creativa, emancipata e singolare. E mi sento di confessare che andavo al Sigep solo per visitare lo stand Chiriotti e per incontrare la famiglia che mi aveva tanto. È ancora vivo il ricordo di quando cercavo di corrispondere con la redazione via fax: anzi avevo comprato il fax solo per comunicare con loro. Un giorno chiesi a Emilia se potessi chiamare in redazione e lei, senza esitazione alcuna, mi diede appuntamento (sempre via fax) per una telefonata. Il giorno e l’ora stabilita si avvicinavano ed ero agitato, emozionato, piccolo piccolo. Mi sentivo come a dover superare gli esami all’università che non ho mai frequentato, ma dopo aver composto il numero e sentito la spontanea e genuina voce della Signora Chiriotti, tutto diventò più raggiungibile. Lei stessa mi disse di darle del tu (stiamo parlando del 1988), quando ancora era “vietato” dare del TU a persone perbene. Almeno dalle mie parti, in Sicilia, dove ero stato educato. Mi disse di non preoccuparmi, come se sentisse il mio disagio. Mi disse che avremmo fatto grandi cose e che io avrei potuto inviare qualsiasi cosa potesse essere utile a migliorare il settore, la categoria. E io, per vantarmi, le ho fatto spiegato che avevo in mente una mini Saint-Honoré, con piccolissimi bigné e piccolo spuntoni/giandujotti di panna e di cioccolato ricoperti con caramello filante…

Fu questa la prima fase di quel rapporto di fiducia e di collaborazione che mi tiene, ancora oggi, inseparabile dalla famiglia Chiriotti. Con quella prima pubblicazione si spalancò una porta sino a portarmi nello splendido Paese che ora mi ospita: l’Australia. Alcuni lettori abbonati a “Pasticceria Internazionale” lessero il mio articolo e le mie ricette e ciò ha dato le fondamenta al mio successo, alla mia storia e al benessere della mia famiglia.

Grazie Signora Emilia Coccolo Chiriotti.

Grazie per tutto quello che hai lasciato a noi e alla tua instancabile famiglia, che segue giorno per giorno il tuo percorso di vita.

Luigi De Luca
Artigiano e collaboratore fedele

Incontrare Emilia ha cambiato la mia vita

È vero, alcuni incontri segnano l’esistenza di una persona. Incontrare Emilia ha cambiato la mia vita. 

Ci siamo conosciute ad una cena di rappresentanza, in un momento particolare per entrambe. Subito ci siamo accorte che c’era sintonia tra noi: lei mi raccontò della rivista appena avviata, con un tale entusiasmo che non potei fare a meno di iniziare con lei una profonda collaborazione. Mi aprì la sua biblioteca che mi fu indispensabile per portare avanti un mio progetto di ricerca sui grandi cuochi. E da allora abbiamo camminato insieme. Un legame profondo ci ha unite.

Il suo lato umano, la sua generosità, la sua voglia di aiutare il prossimo, sempre pronta e trovare soluzioni a problemi, mi hanno contagiata. La sua mente era sempre proiettata verso il futuro e infatti la sua lungimiranza colmò un vuoto in un settore, quello della pasticceria, che alla fine degli anni Settanta perdeva, per età, i grandi professionisti, che se ne andavano senza lasciare successori. Da qui partì uno dei grandi obiettivi di “Pasticceria Internazionale”: contribuire alla formazione dei giovani come professionisti e come persone. E lei vide la competizione come mezzo per stimolarli a crescere, a confrontarsi, a comprendere l’importanza del lavoro di squadra. E tanti sono i concorsi organizzati in più di 40 anni!

Emilia era orgogliosa di aver favorito la crescita del comparto, dando dignità e forza. Se posso azzardare un paragone, ciò che è stata Rosa Genoni nel campo della moda, Emilia lo è stata per la pasticceria. All’inizio del Novecento, la prima fece conoscere l’artigianalità italiana inventando il Made in Italy; negli anni 80 e oltre, Emilia fece emergere la cultura dolciaria italiana e la fece apprezzare in tutto il mondo, dando anche un valore etico all’associazionismo, necessario per conquistare obiettivi rilevanti, perché il gruppo “vince” quando è illuminato da un’idea e ha un motore propulsore che indichi e spiani il sentiero. 

Questo e non solo questo è stata Emilia per tutti noi. E sono certa che continuerà ad esserlo.

Milena Novarino

A te che sei stata una guida professionale, fonte inesauribile di energia e amica preziosa. Hai vinto nel tuo progetto editoriale e nella vita, dando voce alla pasticceria con tono esperto, gentile e appassionato. Lasci un’eredità preziosa che continuerà a crescere.
Custodirò nel cuore il tuo sorriso e i dolci ricordi che abbiamo costruito insieme.
Un abbraccio a Livia e a tutta la famiglia di Pasticceria Internazionale

Elisabetta Picchio e tutto il team

La rivoluzione gentile di Emilia

Può una rivoluzione essere gentile? Sì, se a farla è una persona garbata, dai toni pacati, senza retorica  o prosopopea.

Ma che Emilia Coccolo Chiriotti sia stata faro e motore di una rivoluzione non ci sono dubbi, e non è esagerato dire che nella pasticceria (non solo) italiana ci sono un “prima” e un “dopo” Emilia. Perché, in estrema sintesi, questa donna colta e straordinariamente carismatica ha reso la pasticceria italiana più democratica, più rigorosa, più contemporanea, più internazionale. E, nel farlo, ha anche dimostrato che non la pasticceria non è solo “roba da uomini”.

La sua capacità di creare coesione e fare sistema ha dato al confronto professionale l’autorevolezza e il respiro internazionale delle grandi rassegne, fiere e concorsi; ha messo in primo piano i giovani e la loro formazione (fu lei a creare Sigep Giovani e ad animare innumerevoli e costruttive iniziative per la crescita dei futuri professionisti del settore); ha contribuito in modo determinante alla consapevolezza, sviluppo e rivendicazione del peso economico e sociale della categoria e del mondo che attorno ad essa gravita; ha professionalizzato la comunicazione di settore. Dalla visione di Emilia sono nati Pasticceria Internazionale (due anni dopo, nel 1980, la prima edizione del Sigep) e una quantità di libri che hanno formato e formano generazioni di pasticcieri. Come non ci stanchiamo di ripetere, quella di Emilia è una rivoluzione che alza progressivamente la proverbiale asticella: da come si fa (eccellente esecuzione di un repertorio) a perché si fa (competenza merceologica e scientifica) e chi lo fa (affermazione del pasticciere come professionista consapevole, aggiornato, in continua evoluzione). E, in ultima analisi, ha sprovincializzato la pasticceria italiana contribuendo in maniera determinante a farla diventare protagonista di vertice a livello mondiale.

Tuttavia, chi ha meno di quarant’anni forse non sa di dovere principalmente a Emilia molto di quanto può dare per scontato, quindi potrà essere utile fare un piccolo passo indietro.

Negli anni Settanta, quando Emilia iniziò a focalizzarsi sul mondo del dolce, le scuole alberghiere erano poco più che agli albori (gli istituti professionali erano stati istituiti nel 1962), e la pubblicistica di settore consisteva soprattutto in ricettari o manuali di base. Parliamo di pochi decenni fa, ma di un altro mondo: la pasticceria era ancora in larga parte legata a una concezione di arte tramandata direttamente in laboratorio (dal padre ai figli, dal titolare all’apprendista che avrebbe rilevato l’esercizio o si sarebbe messo in proprio, e così via) e basata sulla ripetizione di gesti: un mondo affascinante con indiscutibili eccellenze, ma sostanzialmente chiuso, statico e, sul piano tecnico, ancora prevalentemente empirico.

Il cambiamento inizia grazie allo spirito critico e indagatore di alcuni “ribelli”, ora giustamente considerati i padri nobili dell’arte dolciaria italiana contemporanea: da Fulvio Scolari a Luca Caviezel, da Mario Morri a Eliseo Tonti. Tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 erano tutti professionisti affermati, ma non certo inclini a dormire sugli allori. Sentivano anzi fortissima la necessità di riformare – o meglio ancora, rifondare – il settore: cogliere le opportunità offerte dal progresso tecnologico, innovare e ottimizzare i processi produttivi, aggiornare e ampliare l’offerta adeguandola all’evoluzione dei tempi e delle abitudini alimentari e sociali, elevare gli standard igienico-sanitari, interpretare e lanciare nuove tendenze, rinnovare il gusto e lo stile.

Se la loro visione è diventata realtà il merito è proprio di Emilia, perché è stata lei a farle fare un balzo quantico e irreversibile.

Il suo lavoro editoriale ha razionalizzato l’intuizione e verificato la prassi codificandole in testi articolati, affidabili, metodologicamente solidi e facili da consultare, che da generazioni sono strumenti di lavoro imprescindibili. Ma sono anche belli da vedere e interessanti da leggere, perché rigore non deve essere sinonimo di ampollosità o noia: dopotutto, lo scopo della pasticceria è trasmettere gioia, quindi perché non cominciare dai manuali?

Non basta. Emilia ha sfondato – lei sì, per davvero – il proverbiale soffitto di cristallo. Senza rinunciare alle sue prerogative e approccio, senza, come si suol dire, “trasformarsi in un uomo”, ha aperto alle donne un mondo ancora quasi totalmente maschile, in cui le donne si occupavano soprattutto del negozio, della clientela o della contabilità di cassa: ruoli cruciali, ma ancora (erroneamente) percepiti come di riflesso se non ancillari. Emilia non ha “portato un tocco femminile” nella pasticceria: è stata una grande innovatrice e imprenditrice. Ha preso il timone con naturalezza mostrando, in tempi in cui questo non era affatto scontato, che il sodalizio anche professionale col proprio compagno di vita può e deve includere il riconoscimento delle prerogative di ciascuno senza che la donna venga identificata come “moglie di”. Anche in questo è stata rivoluzionaria, soprattutto in Italia.

Se oggi siamo qui a cercare di fare la nostra parte per promuovere la formazione dei giovani e la divulgazione della cultura del dolce lo dobbiamo a Emilia. E l’unico modo di onorare questo debito è continuare a farlo al meglio delle nostre capacità e con tutta la nostra passione e competenza.

Lucilla Cremoni

A titolo personale e a nome dello staff di Sigep e di Italian Exhibition Group tutta, desidero esprimere il più sentito cordoglio per la perdita della più grande Maestra di giornalismo dell’Arte Dolciaria che ha contribuito ad elevare la cultura della pasticceria ai più alti livelli. Infinita la gratitudine per la passione profusa per lo sviluppo del settore, con un’attenzione speciale sempre rivolta ai giovani e per aver tracciato con grande stile il percorso della pasticceria italiana a livello internazionale ed aver promosso la ricchezza degli scambi interculturali.

Maurizio Renzo Ermeti,
Presidente Italian Exhibition Group